La legge di bilancio 2025 numero 207 del 2024, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre 2024, ha introdotto significative modifiche, proroghe e rifinanziamenti, nonché anticipazioni in termini di agevolazioni, ridefinendo il supporto normativo agli investimenti.
Secondo le stime Istat, nell'ultimo trimestre del 2024 la produzione industriale ha registrato un calo tendenziale del 3,6%, sostenuto dal segno negativo per tre trimestri consecutivi dell'export. Questa flessione è fisiologica e generalizzata, ma è anche aggravata dall'incertezza sui contributi agli investimenti, che rende l'impatto di queste modifiche ancora più rilevante. La manovra, infatti, si muove lungo il solco degli incentivi agli investimenti, interessando tutti i settori, dal manifatturiero ai servizi, con focus sul comparto turistico ricettivo unico, peraltro, contraddistinto da un trend positivo, con una costante che è quella della transizione ecologica.
Entriamo nel dettaglio per comprendere come il Governo abbia inteso ridurre la pressione fiscale e supportare la crescita economica del sistema PMI.
Transizione 5.0, credito d'imposta e Nuova Sabatini
Sul fronte delle modifiche e dei finanziamenti per quanto riguarda la Transizione 5.0, la Legge di Bilancio 2025 ha introdotto dei correttivi volti a semplificarne l'accesso e a ottimizzarne l'efficacia, tra cui il raggiungimento automatico dell'obiettivo di risparmio energetico, nel caso di sostituzione di un bene materiale 4.0 che abbia già completato il proprio piano di ammortamento da almeno 24 mesi e nel caso di investimenti realizzati da ESCO, in presenza di un contratto EPC, cioè che preveda un raggiungimento delle soglie minime di risparmio energetico.
Gli scaglioni inoltre sono stati ridotti da 3 a 2, quindi può essere raggiunta l’aliquota del 45% di Credito anche nel caso di investimenti fino a 10 milioni di euro.
Per quanto riguarda i pannelli fotovoltaici, l’aliquota è stata incrementata dal 45,5% al 67,5% (massimo).
Si vuole, infine, evidenziare che la Manovra ha introdotto la cumulabilità dell'agevolazione con il Credito ZLS, ZES e gli incentivi PNRR.
Per quanto riguarda Industria 4.0, la Legge di Bilancio 2025 ha abrogato il Credito di Imposta destinato ai Beni Strumentali immateriali nuovi, in riferimento quindi ai costi sostenuti dal 1º gennaio 2025; è possibile comunque agevolare i costi sostenuti fino al 31 dicembre 2024, seppur nel contesto di uno stanziamento complessivo ridotto a 2,2 miliardi.
L'aliquota per i beni strumentali materiali resta al 20% fino al 31 dicembre 2025 con coda al 30 giugno 2026.
La Manovra di Bilancio 2025 ha introdotto inoltre l'Ires premiale: a fronte di accantonamenti degli utili e di investimenti in beni strumentali 4.0 e 5.0, che preservino il numero di ULA presenti in azienda sarà possibile ottenere un taglio sull'Ires di quattro punti percentuali.
La Nuova Sabatini è stata rifinanziata per 1,7 miliardi di euro per il periodo 2025-2029, suddiviso in 400 milioni per quanto riguarda il 2025, 100 milioni per il 2026 e 400 milioni per ciascuna annualità dal 2027 al 2029.
Anticipazioni: agevolazioni per il turismo e l'internazionalizzazione
Dalle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 ci spostiamo, ora, sul fronte delle anticipazioni con focus sulle misure emergenti per approfondire le nuove opportunità.
Per lo sviluppo dell'offerta turistica nazionale, la Manovra prevede l’attivazione di uno strumento contributivo in favore di interventi per la digitalizzazione dell'ecosistema turistico, la destagionalizzazione dei flussi turistici, le filiere e gli investimenti per il rispetto dei principi ESG ed il turismo sostenibile. La gestione di questa agevolazione sarà affidata ad Invitalia ed ENIT Spa con uno stanziamento pari a 110 milioni di euro.
Per quanto attiene al sostegno all'internazionalizzazione, viene affidata a Simest la gestione dei 200 milioni di euro stanziati a favore delle imprese con interessi in America Centrale o Meridionale. Gli interessi verso questi Paesi sono accertati in presenza di: investimenti, sedi locali negli stessi ubicate o approvvigionamenti/export verso i medesimi. La misura prevederà la concessione di finanziamenti agevolati e, a fronte del possesso di specifici prerequisiti, un cofinanziamento a fondo perduto pari al 10% dell'intero programma di investimento ammissibile, incrementabile al 20% in caso di Imprese richiedenti con sede al Sud Italia. Le richieste contributive a valere su questo strumento saranno esentate dalla presentazione di garanzia.

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