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02/09/2026

Voucher cloud e cybersecurity

La misura Voucher cloud e cybersecurity sostiene la domanda di servizi di cloud computing e cyber security da parte di PMI e lavoratori autonomi, favorendo l’adozione di soluzioni digitali qualificate, il rafforzamento della protezione di reti, sistemi e dati e il miglioramento del livello tecnologico rispetto alla situazione esistente.

La dotazione finanziaria è pari a 150 milioni di euro. Una quota di € 71.065.813,34 è riservata ai piani realizzati in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia; la quota residua è destinata ai piani realizzati nelle regioni del Centro-Nord.

Beneficiari: quali aziende possono accedere?

Micro, piccole e medie imprese e i lavoratori autonomi, inclusi i liberi professionisti iscritti a ordini o collegi.

I beneficiari devono avere sede operativa in Italia e disporre, all’atto della presentazione della domanda, di un contratto per la fornitura di servizi di connettività con velocità minima in download di 30 Mbps.

Quali sono gli investimenti finanziabili

Le spese ammissibili sono:

  • hardware di cyber security: firewall, firewall di nuova generazione (NGFW), router e switch, dispositivi di rilevazione/prevenzione delle intrusioni (IDS/IPS);
  • software di cyber security: antivirus e antimalware, monitoraggio delle reti, crittografia, SIEM e gestione delle vulnerabilità;
  • servizi cloud infrastrutturali IaaS/PaaS: virtual machine, storage, backup, network & security, VPN, protezione DDoS e database in cloud;
  • servizi SaaS: contabilità, HRM, ERP e workflow, CMS, e-commerce, CRM, collaboration, UCC e PABX virtuale, comprese soluzioni di produttività integrate con funzionalità di intelligenza artificiale; rientrano anche i sistemi per erogare la formazione, esclusi i costi relativi ai contenuti formativi;
  • servizi di configurazione, monitoraggio e supporto continuativo, inclusi servizi professionali, purché connessi alle altre soluzioni agevolate e nel limite massimo del 30% del piano di spesa.

I servizi e i prodotti devono essere acquistati da soggetti presenti nell’elenco dei fornitori definito dal decreto direttoriale 29 luglio 2026 .
Le spese possono essere sostenute mediante:

  • acquisto diretto,
  • sottoscrizione di abbonamenti 
  • combinazione delle due modalità.

Un contributo a fondo perduto fino a 20.000€

La misura prevede un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili, fino ad un massimo di € 20.000. 

Per l'invio della domande di agevolazione è previsto un primo periodo dedicato alla precompilazione seguito dall'invio effettivo della richiesta:

  • 20 ottobre 2026 - precompilazione delle domande
  • 10 novembre 2026 - invio delle domande
  • 20 gennaio 2027 - chiusura dello sportello

Il supporto di Italia Comfidi

Ci impegniamo ad offrire un'informazione costante sulle novità relative alle agevolazioni (segui i nostri profili social Facebook Linkedin per gli aggiornamenti) e una consulenza finalizzata all'individuazione dei migliori strumenti agevolativi.

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FAQ – Cloud Computing e Cybersecurity

  1. Quali tipi di investimenti possono rientrare nei progetti di digitalizzazione e sicurezza informatica?

In generale, possono rientrare nei progetti di digitalizzazione le soluzioni tecnologiche finalizzate a migliorare l'infrastruttura IT, la gestione dei dati, i servizi cloud e, soprattutto, la sicurezza informatica dell'organizzazione.
Tra le principali soluzioni rientrano, a titolo esemplificativo:

  • sistemi e dispositivi per la sicurezza della rete;
  • firewall e sistemi di protezione perimetrale;
  • software antivirus, antimalware e per la gestione delle vulnerabilità;
  • sistemi di monitoraggio e controllo della sicurezza;
  • soluzioni di crittografia e protezione dei dati;
  • servizi cloud infrastrutturali e applicativi;
  • sistemi di backup e storage in cloud;
  • software gestionali e applicativi erogati in modalità cloud;
  • servizi di configurazione, monitoraggio e supporto tecnico collegati alle soluzioni adottate.

L'ammissibilità deve comunque essere verificata in relazione alla specifica misura agevolativa e alle caratteristiche concrete del prodotto o servizio.

  1. Un normale computer o server aziendale può essere considerato una soluzione di cybersecurity?

Non necessariamente.
È importante distinguere tra hardware informatico generico e dispositivi progettati specificamente per la sicurezza informatica.
Un computer, workstation o server può essere utilizzato per molteplici finalità, come elaborazione dati, gestione dei file, database o virtualizzazione, ma questo non significa automaticamente che costituisca una soluzione di cybersecurity.
Per valutare l'ammissibilità è quindi necessario considerare la funzione effettiva del bene e la sua finalità all'interno del progetto.

  1. Qual è la differenza tra un investimento informatico e un investimento in cybersecurity?

Un investimento informatico riguarda in senso ampio l'infrastruttura tecnologica e gli strumenti utilizzati dall'organizzazione.
Un investimento in cybersecurity ha invece come obiettivo principale la protezione dei sistemi, delle reti e dei dati da accessi non autorizzati, attacchi informatici, perdita di dati o altre minacce.
Ad esempio, un server generico può essere un'infrastruttura IT, mentre un firewall o un sistema di rilevamento delle intrusioni sono strumenti specificamente orientati alla sicurezza.

  1. I servizi cloud possono essere considerati investimenti digitali?

Sì. Il cloud comprende diverse tipologie di servizi, dalle infrastrutture tecnologiche alle applicazioni utilizzate quotidianamente dalle imprese.
A seconda della soluzione, possono rientrare ad esempio:

  • infrastrutture virtuali;
  • spazio di archiviazione e backup;
  • servizi di rete e sicurezza;
  • database;
  • software gestionali;
  • CRM ed ERP;
  • applicazioni per la gestione dei contenuti;
  • strumenti di collaborazione e produttività.

È tuttavia necessario verificare le caratteristiche del servizio e le modalità con cui viene effettivamente erogato.

  1. Un software gestionale può rientrare in un progetto di digitalizzazione?

Sì, un software gestionale può rappresentare un investimento digitale, soprattutto quando viene utilizzato in modalità cloud/SaaS.
Possono rientrare, ad esempio, soluzioni per la gestione amministrativa, delle risorse umane, dei clienti, dei processi aziendali, dei contenuti e della produttività.
La semplice natura “informatica” del software, tuttavia, non è sufficiente: occorre verificare la modalità di erogazione, la finalità dell'investimento e le condizioni previste dalla specifica agevolazione.

  1. Sono ammissibili i servizi di configurazione e assistenza tecnica?

Possono esserlo, purché siano direttamente collegati alle soluzioni tecnologiche oggetto dell'investimento.
Rientrano, ad esempio, le attività tecniche necessarie per configurare, implementare, monitorare o mantenere operative le soluzioni adottate.
È invece opportuno distinguere tali attività dalla consulenza generica o dalla formazione, che possono essere trattate diversamente a seconda della misura agevolativa.

  1. I servizi di cybersecurity possono essere acquistati anche in modalità cloud?

Sì. Le soluzioni di sicurezza informatica possono essere erogate anche attraverso il cloud.
Ad esempio, possono essere disponibili in modalità cloud servizi di monitoraggio della sicurezza, protezione degli endpoint, gestione delle vulnerabilità, analisi degli eventi e altre funzionalità di cybersecurity.
La modalità cloud non esclude quindi, di per sé, la natura di soluzione di sicurezza informatica.

  1. Un servizio di backup è sempre considerato un investimento in cybersecurity?

Non necessariamente.
Il backup svolge un'importante funzione di protezione dei dati e di continuità operativa, ma la sua qualificazione deve essere valutata in funzione delle caratteristiche del servizio, della modalità di erogazione e della specifica agevolazione.
È quindi opportuno non considerare automaticamente qualsiasi servizio di backup come una soluzione di cybersecurity.

  1. Gli abbonamenti ai servizi digitali possono essere agevolabili?

In linea generale, alcune soluzioni digitali possono essere acquisite tramite abbonamento.
Quando si valuta un progetto agevolato è però fondamentale verificare la durata dell'abbonamento, che deve essere pari a un minimo di 24 mesi, il periodo effettivamente riconoscibile e le eventuali condizioni previste dalla misura.
È inoltre consigliabile che nei preventivi sia indicata in modo chiaro la durata del servizio, così da rendere immediatamente verificabili le condizioni dell'investimento.

  1. Cosa deve contenere un buon preventivo per un servizio digitale?

Il preventivo dovrebbe descrivere in maniera sufficientemente chiara:

  • il prodotto o servizio offerto;
  • le principali funzionalità;
  • la modalità di erogazione;
  • la durata del servizio o dell'abbonamento;
  • il relativo costo;
  • eventuali servizi accessori;
  • le attività di configurazione, implementazione o assistenza comprese nell'offerta.

Una descrizione generica, come ad esempio “servizio informatico” o “assistenza IT”, può rendere più difficile verificare la natura e la pertinenza dell'investimento. Inoltre, i preventivi e le offerte di spesa devono essere rilasciati esclusivamente da fornitori abilitati e iscritti nell'apposito elenco ufficiale del Ministero gestito tramite la piattaforma Invitalia. 

  1. È importante che il preventivo sia coerente con il progetto?

Sì.
Il prodotto o servizio indicato nel preventivo dovrebbe essere chiaramente riconducibile agli obiettivi del progetto e alla categoria di investimento prevista.
È quindi consigliabile evitare di inserire beni o servizi semplicemente perché collegati all'informatica, senza una chiara relazione con l'investimento digitale o con il miglioramento della sicurezza.

  1. Un progetto composto esclusivamente da hardware informatico generico è sufficiente?

Non necessariamente.
Un progetto di trasformazione digitale o cybersecurity dovrebbe essere costruito in funzione degli obiettivi tecnologici che si intendono raggiungere, non semplicemente sulla base dell'acquisto di apparecchiature informatiche.
In particolare, quando la misura è orientata alla sicurezza informatica, è importante che il piano evidenzi concretamente come gli investimenti contribuiscano alla protezione dell'infrastruttura, dei dati e dei sistemi aziendali.

  1. È possibile combinare più prodotti e servizi?

Sì, un progetto può generalmente prevedere una combinazione di diverse soluzioni, ad esempio hardware, software, servizi cloud e servizi tecnici.
L'integrazione di più componenti può essere particolarmente utile quando le diverse soluzioni contribuiscono a un unico obiettivo, come il rafforzamento dell'infrastruttura digitale o della sicurezza informatica.

  1. I servizi professionali possono essere considerati parte dell'investimento?

Sì, quando si tratta di attività operative e tecniche direttamente collegate all'implementazione e alla gestione delle soluzioni adottate.
Possono rientrare, ad esempio, attività di configurazione, monitoraggio, supporto tecnico e gestione continuativa.
È invece opportuno distinguere tali servizi dalla formazione e dalla consulenza puramente teorica, che possono essere soggette a regole differenti.

  1. Qual è il principio generale da seguire per valutare un investimento digitale?

Il criterio principale è verificare che esista una chiara relazione tra la spesa sostenuta e l'obiettivo tecnologico del progetto.
Non è quindi sufficiente che un bene o servizio sia genericamente “informatico”. Occorre comprendere:

  • che cosa viene acquistato;
  • a quale esigenza risponde;
  • come viene utilizzato;
  • quale miglioramento introduce;
  • quale relazione ha con la digitalizzazione, il cloud o la cybersecurity.

Una valutazione preventiva di questi elementi consente di costruire un progetto più coerente e di ridurre il rischio che alcune spese risultino non pertinenti o non ammissibili.

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