Il 14 ottobre si è riunito il Cdm n. 145 durante il quale è stato approvato il DL Anticipi con misure urgenti in materia di Fisco e inoltre il Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti ha illustrato il Documento programmatico di bilancio (DPB) che, conformemente a quanto previsto dalla normativa, è stato trasmesso al Parlamento e alla Commissione europea.
Il documento programmatico di bilancio
Si ricorda che Il DPB è stato istituito dal Regolamento UE n. 473/2013. In particolare, l'articolo 6 del Regolamento dispone che, entro il 15 ottobre di ogni anno, gli Stati membri trasmettano alla Commissione Europea e all'Eurogruppo un progetto di DPB per l'anno successivo.
Il documento si compone di una serie di tabelle che riportano:
- le previsioni macroeconomiche, con evidenziazione dei contributi alla crescita dei diversi fattori, dell'evoluzione dei prezzi, del mercato del lavoro e dell'andamento dei conti con l'estero;
- l'obiettivo di saldo di bilancio per le amministrazioni pubbliche, ripartito per i rispettivi sottosettori;
- le proiezioni delle principali voci di entrata e di spesa delle amministrazioni pubbliche a politiche invariate;
- gli obiettivi di entrata e di spesa per le principali componenti del conto economico delle amministrazioni pubbliche;
- la descrizione e la quantificazione delle principali misure contenute nella manovra di finanza pubblica;
- il livello del debito pubblico e le informazioni relative ai fattori che ne determinano l'evoluzione;
- informazioni pertinenti la spesa delle amministrazioni pubbliche relativa a istruzione, sanità e politiche attive per l'impiego;
- le misure in risposta alle raccomandazioni specifiche della Commissione europea.
Il DPB 2025 è stato trasmesso alla Commissione europea, all'Eurogruppo e al Parlamento.
Il documento riporta, oltre ai consueti contenuti obbligatori, informazioni aggiuntive richieste dalla recente riforma della governance economica europea e coerenti con il Piano strutturale di bilancio di medio termine 2025-2029.
Legge di Bilancio 2026: le misure agevolative rifinanziate
Durante il Consiglio dei ministri tenutosi il 14 ottobre è stato precisato che, nell’ambito degli interventi finalizzati al sostegno delle imprese e, più in generale, dell’innovazione, si favoriranno gli investimenti in beni materiali attraverso la maggiorazione del costo di acquisizione valido ai fini del loro ammortamento, per un valore complessivo di 4 miliardi di euro (ex Iperammortamento).
La Legge di Bilancio 2026 rifinanzierebbe anche uno dei più longevi incentivi a disposizione delle piccole e medie imprese che devono rinnovare macchinari e attrezzature, la Nuova Sabatini.
Saranno attivati, inoltre, nel triennio il credito d’imposta per le imprese ubicate nelle zone economiche speciali (ZES) e, nella misura di 100 milioni di euro nel triennio 2026-2028, per le zone logistiche semplificate (ZLS).
Alcune anticipazioni, inoltre, riferiscono che:
- Patent Box: confermato, al momento non si prevedono modifiche all’attuale regime;
- Simest: si prevede un rafforzamento delle linee per la transizione digitale ed ecologica;
- Incentivi per la filiera Moda: ancora incerti, ma con una possibile dotazione di 250 milioni di euro.
La rimodulazione del PNRR
Sul tema delle coperture, secondo il Documento, ammonta a circa 4,4 miliardi la copertura della Manovra che deriverà nel 2026 da "misure a carico del settore finanziario e assicurativo". Si tratta dello 0,19% del Pil, percentuale che verrà replicata anche nel 2027 e che poi nel 2028 scenderà allo 0,10%. In tutto, nei tre anni di programmazione, la cifra complessiva arriva dunque a superare gli 11 miliardi di euro.
Per quanto riguarda le altre coperture, la prima voce indicata nel Documento programmatico di bilancio inviato alla Commissione Ue è la rimodulazione del Pnrr. La revisione del Piano vale il prossimo anno lo 0,22% del Pil, pari a circa 5 miliardi di euro (più del contributo da 4,4 miliardi circa atteso da banche e assicurazioni). I tagli ai ministeri valgono invece il prossimo anno lo 0,1% del Pil, ovvero 2,3 miliardi. La revisione della spesa nei dicasteri prosegue anche nel biennio successivo, arrivando a circa 3 miliardi nel 2028.
"Oltre agli effetti di miglioramento del quadro di finanza pubblica dovuti alla rimodulazione del Pnrr - è scritto nel testo del Dpb - concorrono al finanziamento della Manovra, sul versante delle entrate, in particolare, le risorse reperite a carico del settore finanziario e assicurativo e, dal lato della spesa, specifici interventi sugli stanziamenti del bilancio dello Stato. Tali interventi sono volti all'efficientamento della spesa corrente, mentre, relativamente alla spesa in conto capitale, rispondono alla necessità di migliorare la capacità di programmazione delle amministrazioni mediante una rimodulazione delle dotazioni di bilancio che tenga conto dell'andamento gestionale senza pregiudicare la realizzazione dei relativi interventi".










